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Il Bel Paese - Un progetto per 22.621* centri storici

del 10/10/2017

27 settembre - 26 novembre 2017

Mapei è sponsor in qualità di Partner della mostra della Triennale di MilanoIl Bel Paese
La sensibilità di Mapei nei confronti del territorio e delle sue fragilità ha spinto l’azienda a sponsorizzare la mostra che ha come obiettivo la salvaguardia del centro storico delle città.
Recentemente Mapei ha sponsorizzato iniziative volte alla costruzione e ristrutturazione di edifici e centri storici colpiti dal terremoto.
Questi interventi rientrano nella strategia di Mapei di sostenere progetti di solidarietà e responsabilità sociale offrendo le proprie tecnologie e mettendo a disposizione i propri tecnici sia di laboratorio, per la ricerca di prodotti innovativi che interpretino la filosofia del progetto, sia di cantiere, per l’assistenza anche sul sito durante lo svolgimento dei lavori.

Il Bel Paese - Un progetto per 22.621* centri storici
A cura di Benno Albrecht e Anna Magrin

Conservare il valore della permanenza, nonostante ogni mutamento indotto, è una forma evoluta e aggiornata di responsabilità civica e progettuale. I 22.621 centri storici italiani disegnano la geografia di un territorio fragile, il cui presidio è possibile solo dedicandosi a una strategia di decentramento e di valorizzazione del tessuto minuto e polverizzato dei suoi insediamenti storici.
Lo spazio della città storica 
è stato il campo per progetti mirati a cercare un punto di equilibrio fra la necessità di conservazione e le istanze dell'attualità. Teorie ed esperienze operative che si offrono al presente come paradigmi per un progetto necessario e urgente, capace di mettere a sistema realtà diverse con le loro caratteristiche peculiari, ma assimilate da quell’unico colore estetico che ha influenzato ogni forma di vita. 
La mostra “Il Bel Paese, 1 progetto x 22.621 centri storici” è dedicata a Leonardo Benevolo.
La mostra presenta le diverse letture del tema attraverso disegni originali di Benevolo, video, elaborazioni grafiche, fotografie.

Il progetto espositivo
Oggi e futuro dell’Italia: 22621 centri storici
I 22.621 centri storici del Bel Paese costituiscono una moltitudine di singolarità, analizzate, normate, tutelate, manutenute, restaurate o abbandonate nel tempo lungo della nostra storia, che insieme disegnano la geografia attuale di un territorio fragile il cui presidio è possibile solo dedicandosi a una politica di decentramento e di valorizzazione del tessuto minuto e polverizzato degli insediamenti di matrice storica. 
Il sistema dei centri storici costituisce l’infrastruttura fisica del Bel Paese, e mostra la possibilità di investire in beni materiali e immateriali non de-localizzabili. La dimensione operativa per la ricostruzione del paesaggio è quella municipale delle piccole realtà urbane, indipendenti e provinciali ma coesistenti in uno scenario necessariamente unitario.
È un programma che inquadra il diritto dell’individuo dal punto di vista del bene comune e i diritti della comunità dal punto di vista del miglioramento del benessere individuale. Che ricolloca il valore ereditario del patrimonio storico all’interno del dibattito globale sulla sostenibilità e sulle possibilità di azione da lasciare alle generazioni future.
Questa sezione occupa la prima stanza della mostra, costituendone al contempo l’introduzione e la conclusione ideale. Due diverse modalità - che si fronteggiano sulle pareti lunghe - costituiscono il racconto: una parete illustra dati significativi e scientificamente rilevanti sintetizzati e resi accessibili attraverso una speciale infografica su pannelli, la parete opposta proietta un video che organizza in immagini evocative il concept complessivo della mostra, evidenziandone i materiali significativi.

I disegni di Leonardo Benevolo
La ricerca di Leonardo Benevolo, tesa a individuare un processo specifico di analisi conoscitiva e intervento operativo nei confronti dell’ambiente storico, prende corpo e si sviluppa caso dopo caso, perfezionandosi nella pratica e nei piani d’intervento specializzati.
Una metodologia storicamente fondata per lo studio e la modificazione degli insediamenti antichi e moderni. I disegni chiariscono lo stretto rapporto tra studi storici, disegno della città e progetto. Ne emerge il continuo tentativo del progetto urbano di matrice italiana di trasmettere al presente l'eredità della storia, attualizzandone i materiali.
I disegni di Leonardo Benevolo sono collocati su tavoli al centro della seconda stanza, accompagnati da estratti di testi selezionati dell’autore.

La cultura della conservazione
La salvaguardia dell’ambiente storico è stata in Italia oggetto di una discussione serrata, che ha coinvolto teorici, tecnici ed esponenti della società civile. Ne è emerso un progetto di città inedito, che ha riconosciuto nella necessità di conservazione di alcune sue parti la condizione indispensabile all'equilibrio culturale, del territorio e della società. I difensori del patrimonio condiviso del Bel Paese, costruttori di una sensibilità forse oggi più diffusa, sono stati le cassandre e i risolutori, gli amministratori e i visionari, i cittadini e i progettisti di un Italia diversa, tutta improntata sulla sua bellezza.
Il progetto espositivo ha previsto di “tappezzare” una parete della stanza di estratti dai testi significativi di autori emblematici, scelti per costruire un percorso di senso dal secondo dopoguerra italiano ad oggi e restituiti con grafiche e dimensioni differenti. Il visitatore potrà dunque soffermarsi a leggerli interamente per avere un’informazione completa, leggere distrattamente le parti rese più evidenti per avere un’informazione generale, oppure non leggerli affatto, ma avere comunque la percezione dell’esistenza di un discorso teorico di lungo tempo, ricco e permeante il disegno dello spazio fisico.

I piani per il centro storico
La conservazione e modificazione dell'ambiente storico sono state le ipotesi di ricerca di un lungo ed eterogeneo progetto collettivo che ha veicolato nel mondo un’idea di città. Alcune esperienze di pianificazione avviate nelle città italiane fra gli anni ‘50 e ‘60, perfezionate negli anni ‘70 e aggiornate negli anni ‘80, sono state un modello operativo che si è diffuso in Europa e nel mondo, adottato dalle istituzioni internazionali. Il progetto della città storica è il più rilevante e originale contributo italiano alla ricerca internazionale nel campo dell'architettura e dell'urbanistica del XX secolo.
Modelli realizzati con stampanti 3D delle città consentono la comparazione delle differenti morfologie.
La mostra "Il Bel Paese" aggiorna i contenuti della mostra "Esportare il Centro Storico" (Brescia, settembre-dicembre 2015 promossa dalla Triennale di Milano nell'ambito del Progetto Triennale Xtra in collaborazione con il Comune di Brescia) che illustrava lo sviluppo e il futuro della difesa dell’integrità fisica dei centri storici.

* I Centri Storici presenti nella catalogazione condotta dall’ICCD costituiscono le località abitate riportate nel primo censimento postunitario della popolazione italiana del 1881 e gli insediamenti riscontrati nel successivo censimento del 1936, qualificati come centri abitati storici attraverso la verifica cartografica della consistenza dell’impianto urbano.

FONTI:

  • Massimo Attias, Una esperienza di censimento dei centri storici su scala nazionale, Documenti del territorio, n.38, anno 1998
  • Istituto centrale per il catalogo e la documentazione (ICCD), Atlante dei centri storici, Base di dati 

per maggiori informazioni qui

di MAPEI

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